riassunto dal testo: "La Poesia pensa" di Piero Bigongiari, Leo S, Olscki editore in Firenze, 1999, pag. 95
La poesia non descrive, ma inventa. Il de-scrivere significa scrivere partendo da qualcosa che si considera concluso e presupposto al fatto scrittorio. Quando invece nelle poesia è proprio la scrittura, nel mistero del suo segnico farsi, il presupposto di ogni accadimento. La poesia accade in quanto exultat, salta fuori dalle sue necessità di partenza. Per questo si suol dire che in essa non conta tanto il fatto quanto il suo farsi, e il suo farsi nel mistero radicale del suo farsi linguaggio. In questo senso la poesia è conoscenza, in quanto connaissance, co-naissance con l'imperscrutabilità stessa del suo mistero vitale, dopodiché la poesia sa quello che noi non sappiamo, e che magari, nella nostra miseria gnoseologica, cerchiamo di imporle.
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... Un testo poetico contiene drammaticamente, anche dove sembra che ne attuisca gli affetti in una dolcezza senza fondo, contiene nella propria storia individuale il mistero stesso di tutta la storia, e di ogni storia.
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